Nina Zilli, nuovo album Modern Art | Recensione

Written by on 5 settembre 2017

 

Modern Art è l’ultimo album di Nina Zilli, uscito il 1 settembre 2017, a due anni e mezzo di distanza dal precedente Frasi e Fumo. L’uscita del disco è stata anticipata dal singolo estivo “Mi hai fatto fare tardi”. I dodici inediti di questo quinto album in studio della cantante piacentina (all’anagrafe Maria Chiara Fraschetta) sono stati pubblicati sotto etichetta Universal e composti fra la Giamaica e Milano. Una curiosità è che il booklet del disco fisico riporta pagine di un taccuino interamente manoscritto e illustrato dalla stessa Nina, con tutti i testi delle canzoni.

La stessa Zilli pochi giorni fa ha definito l’album “urbano/tropicale” e francamente non esiste espressione migliore per definirlo. Chi dice che questo disco è uno “stacco” rispetto alla Nina Zilli di Frasi e Fumo, e all’intensità di pezzi come “L’uomo che amava le donne”, non conosceva la carriera della cantautrice prima di Sanremo. Nina Zilli nasce con il reggae, e in Modern Art torna alle sue radici, a quello che sa fare bene, mescolare le sonorità allegre, orecchiabili e radiofoniche, con la sua straordinaria voce (a volte un po’ penalizzata) e un tappeto elettronico, decisamente “moderno”.

Rap, reggae, una cover elettronica (“Il mio posto qual è”, un brano di Ornella Vanoni di 50 anni fa), ballad delicate ma rese intense e “black” dalla vocalità di Nina: ecco la formula (vincente) di Modern Art, che viaggia fra il “vintage” e il “nuovo”. Sonorità curate, sia quelle elettroniche (abbondanti), sia quelle strumentali, che trovano la massima espressione negli splendidi assoli di chitarra. Ma la vera protagonista del disco è la voce di Nina, che secondo noi in quest’album è sfruttata al 75%. L’impressione è che data la poca radiofonicità del precedente Frasi e Fumo (curato da Mauro Pagani, ma effettivamente riservato più agli intenditori), in questo caso la cantautrice piacentina abbia voluto “accontentare” un po’ tutti, senza mettere in discussione il suo talento, penalizzando solo la sua vocalità con pezzi un po’ “ruffiani”.

Un disco che si potrebbe ascoltare tranquillamente su una spiaggia giamaicana al tramonto, in cui i suoni tropicali si mescolano a sintetizzatori, drum machine e alla voce black di Nina. L’effetto finale, secondo noi, è comunque bello, il pericolo “minestrone” sembra abbastanza superato. In fondo Nina nasce sì dal soul e dall’r’n’b, ma se si vanno ad ascoltare brani dei suoi primi album come “Piangono le viole” o “Penelope”, le sonorità di Modern Art non sembrano poi così lontane…

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Modern Art | Tracklist

1. Domani arriverà (Modern art)
2. Ti amo mi uccidi
3. 1xUnAttimo
4. Mi hai fatto fare tardi
5. Il punto in cui tornare
6. Notte di luglio
7. Butti giù (feat. J-AX)
8. Il mio posto qual è
9. IGPF
10. Sei nell’aria
11. Per un niente
12. Come un miracolo


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