Sanremo 2018, la conferenza stampa di venerdì 9 febbraio

Written by on 9 febbraio 2018

Archiviato il “caso Meta-Moro”, il clima in sala stampa si fa meno teso, sia tra i giornalisti che tra l’organizzazione. E la tradizionale conferenza con i protagonisti del Festival di Sanremo 2018 si apre nel segno della tranquillità, commentando gli ascolti: “Quella di ieri è stata la terza serata più vista dal 2000 ad oggi”, dice il direttore di Rai1 Angelo Teodoli, “abbiamo assistito a grande musica e a momenti di grande spettacolo. Baglioni ha saputo mixare elementi diversi ed è riuscito a costruire un racconto completo ed emozionante, molto più completo rispetto a tante altre edizioni”.

Il capostruttura RAI ricorda poi il programma della quarta serata e il meccanismo di votazione, che cambia rispetto alle precedenti serate: le 8 “Nuove Proposte” e i 20 “big” in gara saranno valutati dal televoto (40% sul risultato finale), dai giornalisti della sala stampa (30%) e dalla giuria dei cosiddetti “esperti” (che prende dunque il posto della giuria demoscopica, chiamata a votare per le prime tre serate). Viene comunicato l’ordine di esibizione dei giovani: aprirà Leonardo Monteiro, poi Mirkoeilcane, Alice Caioli, Ultimo, Giulia Casieri, Mudimbi, Eva e Lorenzo Baglioni. Il vincitore della categoria “Nuove Proposte” verrà annunciato più o meno a metà serata, dopo le esibizioni dei primi 10 “big”: verrà mostrata la classifica dei primi tre classificati.
La gara dei “big” verrà aperta da Renzo Rubino (che duetterà con Serena Rossi) e sarà chiusa da Elio e le Storie Tese (che condivideranno il palco con i Neri per Caso). Al termine della serata verrà mostrata la “classifica” parziale con indicazioni generali sul voto della giuria degli “esperti”.
Ospiti della quarta serata saranno Gianna Nannini, Piero Pelù e la conduttrice di “Chi l’ha visto?” Federica Sciarelli. Verrà poi consegnato il Premio alla Carriera della Città di Sanremo a Milva.

“Io credo che la televisione, come il teatro e il cinema e come tutte le forme d’arte ‘alta’ debbano setacciare, individuare il meglio”, dice Claudio Baglioni, mostrando una certa soddisfazione per i risultati che il suo Festival sta ottenendo sia a livello di ascolti che a livello di gradimento tra il pubblico. “Credo che le canzoni, inserite dentro la grande storia della musica italiana, penso a momenti come l’esibizione di James Taylor su ‘La donna è mobile’ o l’omaggio a Bindi e De André con Danilo Rea e Umberto Bindi, siano state messe in risalo, che non siano passate in secondo piano”, aggiunge il direttore artistico. E pensare che l’intenzione di Baglioni, almeno in un primo momento, era di non apparire sul palco: “Inizialmente avevo pensato di restare dietro le quinte”, racconta il cantautore, “poi ho capito che sarebbe stata una forma di aristocratismo. E mi sono detto: ‘Dai, qualche intervento lo farò'”.

Paolo Bonolis, negli scorsi mesi, in pieno toto-nomi per la conduzione del Festival del 2018, aveva detto di essere intenzionato ad accettare di condurlo solo in caso di trasferimento del Festival dall’Ariston ad un’altra location. Il Festival traslocherà, prima o poi? “Credo che la città abbia un’occasione, che è quella di fare un PalaFestival. Anche sul piano urbanistico abbiamo individuato un posto in cui costruirlo. Parliamo di una struttura da 3 o 4mila posti. Non è semplice affrontare questa questione, ma merita di essere approfondita. Stiamo portando avanti il discorso con alcuni privati. Un’opera di questo tipo, che si aggira intorno ai 50 o 60 milioni di euro, è un’opera che può essere costruita solo in cinque o sei anni”, risponde il sindaco di Sanremo Alberto Biancheri. “Sindaco, vorrei ricordare che io sono architetto abilitato”, scherza Baglioni, alludendo alla sua laurea in architettura.


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